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Carcase
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mweaCarcàsecite-ref-gazzetta-1-0[1], già mwfqCarcauzzecite-ref-gemeindelexikon1-2-0[2]cite-ref-3[3] (in mwhgsloveno mwhwKrkavče, già mwiaKrkavcecite-ref-gemeindelexikon1-2-1[2]) è un paese della mwjqSlovenia, frazione del mwjgcomune città di Capodistria.

La località, che confina a sud con la mwkaCroazia, è situata a 18,4mwkq km a sud dal capoluogo comunale ed a 23,8mwkg km dal confine italiano, su delle colline sulla sponda destra del torrente mwkwDragogna e su uno sperone a strapiomo sul torrente Sottovilla (mwlaFeneda). Essa comprende inoltre gli agglomerati di Abrami, Cerebizi (mwlqGirič), Crib (mwlgHrib), Draga, Glavini, mwlwMačkujek, Puzzeri (mwmaPršuti), Ro (mwmqRov), San Mauro (mwmgSv. Maver), Scralieva (mwmwŠkrljevec), mwnaSolne e Sbavi (mwnqŽvabi).

Al centro dell'insediamento (mwnwnaselje) vi è la chiesa dedicata a San Michele.

La località è immersa tra vigneti, uliveti e ciliegi e i resti di molti mulini.

Contents

Storia
Note

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Storia

Già abitata in periodo preistorico (è stato rinvenuto sopra Carcàse la sede di un castelliere), fu poi luogo abitato in epoca romana, fatto testimoniato dal ritrovamento di una tegola d'epoca romana col bollo P.Ituri Sab(ini) nel 1876cite-ref-alberi-4-0[4]. Dopo la mwqacaduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del mwqqRegno ostrogoto fino al mwqg539, in mwqwIstria si insediarono i mwrabizantini che in seguito subirono la penetrazione temporanea nella penisola dei mwrqLongobardi. Dopo una parentesi di mwrgdominazione longobarda dal mwrw751 ad opera del loro re mwsaAstolfo, l'Istria tornò in mano mwsqbizantine dal mwsg774.

Nel mwta788 mwtqCarlo Magno, mwtgre dei Franchi, occupò l'Istria inglobandola nel mwtwRegnum Italiae; nell'mwua803 venne istituita la mwuqMarchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Nell'mwug828 l'imperatore mwuwLudovico divise la mwvaMarca Orientale in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna); in seguito al mwvqTrattato di Verdun, nell'mwvg843, le contee di Istria e Friuli (conglobate nella “Marca d'Aquileia”) entrarono a far parte del mwvwRegnum Italicumcite-ref-5[5] poi assegnate al marchese mwxaEberardo a cui successero prima il figlio mwxqUrnico e poi l'altro figlio mwxgBerengario. Divenuto re d'Italia, mwxwBerengario passò al suo vassallo mwyaVilfredo il marchesato aquileiese.

Nel mwyg952 l'imperatore mwywOttone I obbligò il re d'Italia mwzaBerengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al mwzqImpero romano-germanico e subordinandole al ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro mwzgEnrico I a cui successe il figlio mwzwEnrico II. Nel mwaa976 l'Istria passò al mwaqDucato di Carinzia appena costituito dall'imperatore mwagOttone II.

Dal mwbamedioevo la località fu conosciuta come mwbqCastel S. Pietro, mwbgVisinà o mwbwVicino San Pietro, derivante da mwcaVicinatus, e mwcqS. Pietro Vical (quest'ultimo fino al XIX secolo)cite-ref-alberi-4-1[4]; Il nome Vicino o Visinà, come fu poi chiamato nel XV secolo, le derivò dalla sua vicinanza a mwdgSan Pietro dell'Amata, con il quale formò un'unica entità feudale (sia civile, sia ecclesiastica).
Nel 1064 fu concessa, assieme a mweaSan Pietro dell'Amata, per mediazione del magravio d'Istria Ulrico I, al vescovo di mweqFrisinga da parte di mwegEnrico IV.

Nel mwfa1077 l'imperatore mwfqEnrico IV costituì il mwfgPrincipato ecclesiastico di Aquileia che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria.
Già dal 1102 Castel S. Pietro era possedimento dei mwgapatriarchi d’Aquileia ed era alle dipendenze di mwgqCastelvenere.
Nel 1209 il patriarca mwgwVolchero accampò dei diritti sulla regione istriana per l'infeudazione avvenuta nel 1077 e il duca Lodovico di Baviera (il quale fu nominato nel 1208 marchese d'Istria da mwhaOttone IV) rinunciò al marchesato.
Nel 1210 il patriarca di Aquileia la concesse al capitano feudale di cavalleria Gavardo Gavardi di mwhgCapodistria come premio per aver sconfitto il duca Lodovico di Baviera che aveva invaso l'Istria.
Passò poi attorno al 1250, sempre assieme a mwiaSan Pietro dell'Amata, alla signoria di mwiqMomiano in mano ai Duinati, fedeli vassalli del Patriarca.

Dopo la pace di Treviso (mwiw1291, che affidava la fascia costiera occidentale istriana alla mwjaSerenissima), si fece sentire l'influenza veneziana; nel 1300 il patriarca di Aquileia fece un patto con i Veneti, nel quale fu deciso che Castel S.Pietro (ossia Carcàse) non poteva avere più fortalizi.
Ma già nel 1348, mentre un'epidemia di peste mieteva gli abitanti e approfittando della rivolta di Capodistria, fu occupata dai signori di Momiano, appoggiati dal conte di Pisino. L'anno successivo però i Momianesi furono fatti sloggiare dalle truppe venete.
Rimase qui sotto il dominio mwjwveneziano fino al mwka1797; ed è proprio durante il periodo veneziano che vennero insediate popolazioni provenienti dalla Dalmazia che furono soprannominati mwkqKrkavči (forse per il loro paese di origine o luogo di provenienza) a cui si deve il nome attualecite-ref-alberi-4-2[4].

Caduta la mwlwSerenissima, con la mwmaPace di Presburgo seguì il destino degli ex possedimenti veneziani entrando per un breve periodo nel mwmqRegno d’Italia napoleonico.

Col mwmwTrattato di Schönbrunn del 1809 entrò a far parte delle mwnaProvince Illiriche per entrare poi per la prima volta in mano austriaca col mwnqCongresso di Vienna nel 1815 nel mwngRegno d'Illiria; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al mwnwLitorale austriaco nel 1849 come frazione del comune di mwoaPaugnanocite-ref-gemeindelexikon1-2-2[2].

Dopo la mwpgprima guerra mondiale rimase frazione del comune di mwpwPaugnano, ora parte della mwqaProvincia dell’Istriacite-ref-gazzetta-1-1[1].

Fu soggetta alla mwrgZona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945. Tra il settembre 1947 e l'autunno 1954 fece parte della zona B del mwrwTerritorio Libero di Trieste; passò poi alla Jugoslavia e quindi alla mwsaSlovenia

Corsi d'acqua

Torrente mwswDragogna (mwtaDragonja); torrente Sottovilla (mwtqFeneda); mwtgBržanka

Alture principali

mwuqGradišče, 274mwug m; San Michele (mwuwSv. Mihael), 262mwva m.

Note

cite-note-gazzetta-11. mwxqmwxgmwxwRegio Decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99, su mwyaaugusto.digitpa.gov.it.
cite-note-gemeindelexikon1-22. indicazione bilingue mw0aCarcauzze, mw0qKrkavce nel comune di mw0gPaugnano, mw0wPomjan in: mw1gmw1wGemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906
cite-note-33. mw4gmw4wmw5aBlatt 31-45 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887 (mw5qmw5gJPG), su mw5wupload.wikimedia.org.
cite-note-alberi-44. ”La Valle del mw7wDragogna” in Istria, storia, arte, cultura, Dario Alberi, Edizioni Lint Trieste
cite-note-55. mw8wmw9amw9qL'istria nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843 (mw9gmw9wJPG), su mw-aupload.wikimedia.org.

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